Prescrizione24

Reflusso gastroesofageo: sintomi e trattamento

Bruciore che sale dallo stomaco verso la gola, rigurgito acido dopo i pasti, tosse secca notturna: sono le manifestazioni più comuni della malattia da reflusso. Questa pagina spiega come si riconosce, che cosa cambia davvero nello stile di vita, quali farmaci si usano e quali sintomi impongono accertamenti senza rinvii.

Quali sintomi indicano un reflusso

Il sintomo più caratteristico è la pirosi: un bruciore che parte dietro lo sterno e sale verso la gola, tipicamente dopo i pasti, quando ci si china in avanti o da sdraiati. Il secondo è il rigurgito, cioè la risalita in bocca di materiale acido o amaro senza sforzo di vomito.

Esistono manifestazioni meno riconoscibili. Una tosse secca insistente soprattutto di notte, raucedine al mattino, sensazione di nodo in gola, mal di gola ricorrente, alitosi, dolore toracico non legato allo sforzo e talvolta un peggioramento dell'asma. In questi casi il legame con il reflusso non è ovvio e il percorso diagnostico è più lungo.

Il reflusso di piccole quantità è un fenomeno fisiologico dopo i pasti. Si parla di malattia quando i disturbi sono frequenti, incidono sulla qualità della vita o quando compaiono lesioni dell'esofago. La frequenza settimanale dei sintomi e il loro impatto sul sonno sono le informazioni più utili da riferire al medico, più della loro semplice presenza.

Perché accade e che cosa lo favorisce

Alla base c'è un funzionamento inadeguato dello sfintere esofageo inferiore, la valvola muscolare tra esofago e stomaco. Quando si rilassa fuori tempo o è strutturalmente insufficiente, il contenuto gastrico risale. L'ernia iatale, cioè lo scivolamento di una porzione di stomaco attraverso il diaframma, è una condizione che facilita il fenomeno.

Contribuiscono l'aumento della pressione addominale per sovrappeso, gravidanza o stitichezza cronica, i pasti abbondanti e tardivi, e il ritardato svuotamento dello stomaco. Alcool, fumo, caffè, cioccolato, menta, alimenti grassi, agrumi, pomodoro e bevande gassate riducono il tono dello sfintere o aumentano l'acidità in molte persone, anche se la sensibilità è individuale.

Anche alcuni farmaci possono peggiorare il reflusso o irritare l'esofago, tra cui alcuni antinfiammatori, i calcio antagonisti, i nitrati, alcuni farmaci per l'osteoporosi e integratori di potassio o ferro. Vale la pena riferirlo al medico prima di attribuire tutto alla dieta: la revisione della terapia in corso a volte risolve più di qualsiasi cambiamento alimentare.

Che cosa cambia davvero nello stile di vita

Alcune misure hanno un effetto documentato più solido di altre. Il calo di peso in chi è in sovrappeso è la prima. La seconda è l'orario dei pasti: lasciare almeno due o tre ore tra la cena e il momento in cui ci si corica riduce gli episodi notturni. La terza è sollevare la testata del letto di alcuni centimetri, agendo sulle gambe del letto e non aggiungendo cuscini, che flettono il collo senza cambiare l'inclinazione del busto.

Utile anche ridurre le porzioni e aumentare il numero dei pasti, smettere di fumare, limitare l'alcol la sera, evitare di sdraiarsi o piegarsi subito dopo aver mangiato e allentare cinture o indumenti stretti in vita.

Sull'eliminazione degli alimenti conviene un approccio individuale: invece di escludere lunghe liste, è più efficace annotare per due settimane che cosa si mangia e quando compaiono i disturbi, e poi togliere solo ciò che risulta davvero associato. Le diete molto restrittive seguite alla lettera senza verifica personale spesso peggiorano la qualità della vita senza migliorare i sintomi.

I farmaci: che cosa si trova in farmacia e che cosa richiede prescrizione medica

Per il sollievo immediato dopo un pasto esistono antiacidi e alginati, disponibili in qualsiasi farmacia, che neutralizzano l'acido o formano una barriera sopra il contenuto gastrico. Agiscono in fretta e per poco tempo, e sono adatti ai disturbi occasionali.

Gli inibitori di pompa protonica, come omeprazolo, pantoprazolo o esomeprazolo, riducono la produzione di acido e sono il trattamento di riferimento delle forme più frequenti. Alcune confezioni a basso dosaggio sono acquistabili senza prescrizione medica per cicli brevi di automedicazione; i dosaggi maggiori e i trattamenti prolungati sono soggetti a prescrizione medica e richiedono una valutazione medica.

Due precisazioni contano. La prima: questi farmaci agiscono in modo graduale e vanno assunti secondo le indicazioni, di norma prima del pasto, non al bisogno come un antiacido. La seconda: un uso prolungato non è privo di conseguenze e va rivalutato periodicamente dal medico, sia per verificare che serva ancora, sia per stabilire la dose minima efficace. L'autoprolungamento indefinito di un ciclo iniziato per conto proprio non è una buona idea.

Quando rivolgersi al medico senza rimandare

Un dolore al petto oppressivo, che si irradia al braccio, alla mandibola o alla schiena, accompagnato da sudorazione fredda, nausea o affanno, va trattato come una possibile emergenza cardiaca: chiami il numero unico di emergenza e non attenda di capire se si tratta di reflusso. Il bruciore da reflusso e il dolore di origine cardiaca possono somigliarsi molto.

Richiedono una valutazione medica rapida, con accertamenti, i cosiddetti segnali di allarme digestivi: difficoltà a deglutire o sensazione che il cibo si fermi, dolore quando si deglutisce, vomito ripetuto, vomito con sangue o materiale simile a fondi di caffè, feci nere e catramose, calo di peso non voluto, anemia, comparsa dei sintomi per la prima volta dopo i cinquant'anni.

Va inoltre riferito al medico, senza attendere mesi, un reflusso che non risponde a un ciclo di terapia condotto correttamente, che ritorna appena si sospende, che disturba il sonno ogni notte o che si accompagna a raucedine persistente e tosse cronica. In queste situazioni possono essere indicate una gastroscopia o altre indagini, che servono anche a escludere complicanze dell'esofago.

Convivere con il reflusso senza medicalizzare tutto

La maggior parte delle persone con reflusso non ha lesioni gravi dell'esofago e convive bene con la condizione, alternando periodi tranquilli e riacutizzazioni legate a stress, vacanze, pasti diversi dal solito o cambi di terapia. Un piano ragionevole prevede misure stabili di stile di vita e un trattamento farmacologico modulato nel tempo, insieme al medico.

Aiuta tenere traccia degli episodi e dei fattori che li precedono, perché rende visibile un andamento che a memoria sfugge. Aiuta anche rivedere periodicamente la terapia, per non restare per anni su una dose iniziata durante una riacutizzazione ormai superata.

Serve infine una avvertenza sulle informazioni disponibili in rete: il reflusso è uno degli argomenti in cui circolano più rimedi presentati come risolutivi. Bicarbonato usato regolarmente, digiuni prolungati e protocolli restrittivi possono peggiorare la situazione o mascherare sintomi che meritavano accertamenti. Il criterio pratico è semplice: se i disturbi durano da settimane, la risposta corretta non è un altro rimedio, ma una valutazione medica.

Il bruciore dietro lo sterno può essere il cuore?

Sì, e la distinzione non è sempre possibile sulla base dei sintomi. Un dolore oppressivo che si irradia al braccio o alla mandibola, con sudorazione, nausea o affanno, va considerato una possibile emergenza cardiaca e affrontato chiamando il numero unico di emergenza.

Gli antiacidi e gli inibitori di pompa si possono assumere insieme?

Agiscono con meccanismi diversi e in alcuni casi vengono usati insieme, ma l'associazione e i tempi di assunzione vanno concordati con il medico o con il farmacista, perché alcuni antiacidi possono ridurre l'assorbimento di altri medicinali.

Per quanto tempo posso assumere un inibitore di pompa protonica?

I cicli brevi di automedicazione hanno una durata indicata nella confezione. Un trattamento più lungo richiede una valutazione medica, sia per verificare che sia ancora necessario, sia per stabilire la dose minima efficace ed escludere altre cause dei disturbi.

Dormire con più cuscini aiuta contro il reflusso notturno?

Aggiungere cuscini flette il collo senza cambiare l'inclinazione del busto e serve poco. È più efficace sollevare la testata del letto agendo sulle gambe del letto o con un rialzo sotto il materasso, in modo che tutto il tronco resti inclinato.

Il reflusso può dare tosse e raucedine senza bruciore?

Sì. Esistono forme in cui i disturbi principali sono respiratori o della gola, senza pirosi evidente. Il legame va però verificato da un medico, perché tosse cronica e raucedine hanno molte altre cause che vanno escluse.